Un’Università #oltre i confini

Le linee programmatiche della mia visione dell’Università di Perugia sono sintetizzabili in 10 punti. Concetti strategici e di forte rilevanza che rappresentano i nodi fondamentali per poter auspicare in un polo didattico che offra relazioni, scambi e innovazioni.

1. I LUOGHI DELL'UNIVERSITÀ

Lo spazio fisico influenza la creatività e il senso di appartenenza e concorre alla immagine e al prestigio dell’Università. Occorre iniziare un percorso di adeguamento delle strutture didattiche, che devono essere consone ad una attività interattiva e innovativa, e di rinnovamento degli spazi dedicati alla ricerca. In generale, i luoghi devono configurarsi come funzionali, accoglienti e riconoscibili.

In taluni casi si tratta di interventi di manutenzione, in altri si tratta invece di interventi di ammodernamento non più procrastinabili.

Occorre agire per la riqualificazione degli spazi esterni e la creazione di luoghi di aggregazione interni ai Dipartimenti, e continuare il dialogo con le istituzioni locali anche in merito all’apertura di nuove aule studio nei centri storici.

Punto fondamentale: un’analisi strutturale volta ad abbattere le barriere architettoniche e rendere accessibili i luoghi principali di didattica e convivialità.

2. LA POLITICA DI RECLUTAMENTO E LE PROGRESSIONI DI CARRIERA

La priorità è procedere con un’analisi delle criticità didattiche e di ricerca che si sono evidenziate a seguito del blocco del turn over e, a seguire, una pianificazione trasparente ed adeguata in merito alle progressioni di carriera e al reclutamento di ricercatori. Fondamentale sarà l’attenzione alle attività di ricerca e di didattica premianti per l’Ateneo.

In futuro, sarà fondamentale definire ex ante i percorsi accademici che dal dottorato (o dalle specializzazioni) arrivino, attraverso assegni di ricerca e posti da ricercatore di tipo A, alla posizione di ricercatore di tipo B, garantendo ad ogni passo una selezione basata su criteri strettamente meritocratici. La definizione di regole certe permetterà di attrarre giovani determinati e motivati, in grado di contribuire alla crescita dell’Ateneo.

3. L'AREA MEDICA E L’ATTUAZIONE DEL PROTOCOLLO CON LA REGIONE

A seguito della abolizione della Facoltà di Medicina a favore della creazione dei tre Dipartimenti dell’area medica, in applicazione della L. n. 240 del 2010, la riconoscibilità dell’area medica all’esterno dell’Università si è affievolita e di conseguenza si è ridotta la sua capacità negoziale. Si tratta di un processo comune ad altri atenei, che occorre invertire al più presto.

Intendo rafforzare il ruolo della Scuola interdipartimentale di Medicina e Chirurgia, anche come interfaccia con le Istituzioni operanti in ambito sanitario.

In merito all’urgenza di sottoscrivere la convenzione attuativa del protocollo d’intesa con la Regione Umbria, occorre istituire al più presto un tavolo di concertazione a cui affidare il compito di cooperare con le competenti autorità statali e regionali alla definizione delle linee programmatiche.

In virtù del suo carattere elettivo, e in coerenza con quanto previsto dall’articolo 44 comma 9 dello Statuto, questo può individuarsi nel Consiglio della Scuola, allargato con rappresentanti del personale tecnico e amministrativo con funzioni consultive.

Massima attenzione dovrà essere posta per assicurare piena funzionalità alle Scuole di Specializzazione.

4. LA DIDATTICA: INNOVATIVA E INTERNAZIONALE

La formazione universitaria deve trasmettere ai giovani le conoscenze di oggi e le competenze necessarie per prevedere e governare le trasformazioni di domani. Tutto ciò implica una maggiore enfasi sul sapere integrato e interdisciplinare e sulla capacità di gestire situazioni complesse.

La didattica dovrà essere innanzi tutto un sapiente esempio di contaminazione fra aree umanistiche e scientifiche.

È, inoltre, importante affiancare alla didattica tradizionale una che si avvalga degli strumenti digitali. Questi possono servire sia a rafforzare la didattica frontale che a disegnare nuove esperienze di apprendimento (quali ad esempio collaborazioni telematiche e blog). Da qui l’esigenza già segnalata di dotare le aule di adeguate infrastrutture. Occorre anche rafforzare la struttura organizzativa a supporto.

Desidero continuare nel percorso di internazionalizzazione intrapreso, che ha permesso ad un sempre maggior numero di studenti di effettuare con successo un’esperienza di studio o di stage all’estero. In linea con questo, ritengo fondamentale incrementare l’attività didattica in inglese o altra lingua, in coerenza con gli obiettivi formativi anche continuando con l’azione Visiting Professor che deve diventare prassi ordinaria nella programmazione didattica.

È necessario che il Centro Linguistico di Ateneo abbia piena capacità di lavoro. È fondamentale, inoltre, che l’Ateneo si faccia promotore di iniziative di mobilità virtuale, permettendo così anche agli studenti che non hanno effettuato una mobilità di essere esposti ad un’esperienza internazionale.

Occorre rafforzare il ruolo degli organismi interni di valutazione della qualità e continuare il dialogo con le rappresentanze degli studenti, anche al fine di valutare la progettazione di lauree professionalizzanti.

5. LA RICERCA INTERDISCIPLINARE E LA VALORIZZAZIONE ECONOMICA DELLA CONOSCENZA

Le grandi sfide del futuro riguardano aspetti di carattere trasversale e sempre di più esigono l’organizzazione della conoscenza in una filiera che coinvolge i diversi ambiti del sapere. La natura generalista dell’Ateneo è il pilastro su cui creare preziose sinergie.

Ritengo fondamentale, oltre a confermare i finanziamenti alla ricerca di base, istituire dei gruppi di studio multidisciplinari, riconosciuti dagli organi accademici, sui grandi temi: invecchiamento della popolazione, ambiente, digitalizzazione (ed altri che si delineeranno nei programmi di ricerca nazionali e internazionali). È, inoltre, fondamentale la costituzione di centri di ricerca interdisciplinari, dotati di uno spazio fisico e di una autonomia finanziaria, come evoluzione naturale dei gruppi di studio di maggiore successo.

È necessario incrementare la capacità di attrarre finanziamenti nazionali e internazionali potenziando la struttura di supporto nelle diverse aree tematiche, in modo da garantire possibilità di accedere ai finanziamenti su base competitiva a tutti di Dipartimenti.

L’Università dovrà diventare un laboratorio di innovazione. A tal fine è necessaria una anagrafe delle competenze che includa anche quelle del personale tecnico e amministrativo. Dovranno assolutamente essere potenziati i dottorati industriali, le azioni di tutela e valorizzazione della proprietà intellettuale e la costituzione di spin-off.

6. I SERVIZI AGLI STUDENTI, IL DIRITTO ALLO STUDIO E L’ORIENTAMENTO

Intendo proseguire nelle politiche intraprese dalla attuale governance di attenzione ai servizi agli studenti. Continuerò la politica di abbattimento dei contributi per le famiglie nelle fasce economiche più basse e di aiuto per quelle disagiate. Intendo proseguire nelle agevolazioni per le famiglie che hanno più di un figlio iscritto presso l’Ateneo. Parallelamente, è fondamentale incrementare gli interventi economici a favore degli studenti con situazioni di disabilità.

Allo stesso tempo, continuerò la politica volta a premiare gli studenti che svolgono con profitto e regolarità il proprio percorso formativo. Per agevolare gli studenti che necessitano di lavorare per mantenersi agli studi, intendo incentivare anche lo strumento delle iscrizioni part-time.

Intendo continuare nelle azioni di orientamento, in ingresso ed in itinere, e potenziare la rete dei contatti con le aziende, anche straniere, per agevolare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. In questo, le opportunità di tirocinio all’estero offerte dal programma Erasmus sono estremamente preziose.

Colmare il divario fra domanda e offerta di competenze nelle aree STEM (scientifiche, tecniche, ingegneristiche e matematiche), cercando anche di incrementare la partecipazione delle studentesse, sarà inoltre uno degli obiettivi delle attività di orientamento.

7. LA TERZA MISSIONE E LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

La proiezione culturale dell’Ateneo all’esterno è già un dato di fatto. In questo, lo sforzo dei singoli e dei Dipartimenti è encomiabile. È mia intenzione valorizzare ogni singola azione e predisporre un database per monitorare quanto viene realizzato, le cui informazioni possano servire, ad esempio, ad attribuire risorse.

Un ruolo fondamentale riveste il sistema museale. Occorre proseguire nella promozione dei luoghi e delle raccolte, sia scientifiche che umanistiche, anche avvalendosi delle nuove tecnologie digitali, che permettono forme innovative di valorizzazione del patrimonio. In questo, sarà importante valutare il coinvolgimento degli studenti, inserendo queste attività fra quelle formative.

I musei dell’Università debbono inoltre mettersi in rete con il sistema museale del territorio per attuare una collaborazione sinergica con musei affini dal punto di vista scientifico (mi riferisco ad esempio al POST) ed attuare una promozione congiunta.

L’Università è già coinvolta nelle attività volte alla formazione permanente, e può continuare a farsi promotrice anche delle azioni di mobilità internazionale degli adulti previste dal programma Erasmus.

Si richiede una forte assunzione di responsabilità verso le vicende sociali, economiche ed ambientali dei Paesi in via di sviluppo. Sono assolutamente convinta che, in questo panorama, l’Università degli Studi di Perugia deve assumere un ruolo di leader. Intendo incentivare gli accordi culturali con istituzioni nei Paesi della sponda sud del Mediterraneo e subsahariani e nei paesi del Medio Oriente interessati da conflitti che tutti auspichiamo in via di risoluzione e valutare la formazione di partenariati con istituzioni non governative.

Ritengo la cooperazione allo sviluppo un dovere non più eludibile e sono aperta a valutare ogni altro coinvolgimento dell’Ateneo in azioni di accoglienza e integrazione, nonché di aiuto alle popolazioni nei loro Paesi di origine.

8. IL PIANO STRATEGICO DI COMUNICAZIONE

La comunicazione è sicuramente uno strumento strategico per incrementare la visibilità dell’Ateneo, rafforzare la sua identità culturale e scientifica e consolidare il senso di fiducia.

L’estrema eterogeneità degli obiettivi comunicativi ha portato ad una perdita della visione d’insieme. Per ovviare a ciò, ritengo necessario il rafforzamento dell’Area di Comunicazione e la predisposizione di un piano strategico di comunicazione con una precisa declinazione degli obiettivi e delle azioni.

La comunicazione verso l’interno deve essere finalizzata ad incrementare il senso di appartenenza, agevolando lo scambio di informazioni, semplificando i processi (attraverso ad esempio la predisposizione di un unico portale dedicato ad ogni categoria di destinatari, studenti, docenti e personale amministrativo) e veicolando la cultura della trasparenza.

Per quanto riguarda la comunicazione verso l’esterno, deve mirare ad incrementare la capacità di attrarre nuovi studenti e finanziamenti. Ciò richiede una messa a fuoco sia dei contenuti che dei canali di comunicazione. Occorre anche valutare opportune campagne di comunicazione finalizzate alla promozione di particolari attività o corsi di studio (quale ad esempio il corso di laurea in Economia del Turismo di Assisi, che per vocazione e collocazione geografica può servire a dare visibilità a tutto l’Ateneo).

Occorre inoltre potenziare il fundraising, la associazione ex –allievi e il merchandising.

Fondamentale sarà l’attenzione ai principali ranking internazionali, per i quali intendo istituire un gruppo di lavoro.

 

9. LA SOSTENIBILITÀ E L’ATTENZIONE ALL’AMBIENTE

Nell’aprile 2017 l’Ateneo ha aderito alla Rete delle Università Italiane per lo Sviluppo Sostenibile (RUS) promossa dalla CRUI, che ora conta 63 Atenei aderenti. Nell’ottica di definire misure di adattamento e mitigazione, è stata realizzata una prima analisi (il Report sulla sostenibilità, 2017) dell’impatto sull’ambiente derivante dalle attività dell’Ateneo.

Nel Piano Integrato 2018-2020 dell’Ateneo figura inoltre un’articolata lista di azioni e obiettivi, con interventi materiali ed immateriali, per migliorare tutte le performance dei settori analizzati. Da poco è disponibile una applicazione per incentivare il car-sharing.

È opportuno continuare nell’azione di monitoraggio e mitigazione. È necessaria la collaborazione dell’A.Di.S.U. per aumentare nelle mense i prodotti a km0, biologici e di fair trade. Particolare attenzione va data alla riduzione dello spreco alimentare, dell’uso della plastica e dei prodotti non riciclabili.

Occorre lavorare con la Regione per tutto ciò che riguarda i trasporti pubblici, del personale come degli studenti e attuare, ove possibile, il telelavoro, previsto con un Regolamento del 2015, ma ancora poco diffuso.

10 LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA FINALIZZATA AL DIALOGO E AL BENESSERE

Sono fermamente convinta della centralità del ruolo del personale tecnico, amministrativo, bibliotecario e CEL, anche in conseguenza della crescente complessità dell’ambiente in cui le università di oggi sono chiamate ad operare.

Ritengo importante creare gruppi di lavoro in cui le persone chiamate a collaborare per il raggiungimento di fini comuni possano dialogare con l’obiettivo di identificare criticità e proporre soluzioni migliorative. Laddove necessario, i gruppi di lavoro devono contenere in maniera paritetica rappresentanti del corpo docente e del personale tecnico, amministrativo, bibliotecario e CEL.

Uno dei miei principali obiettivi è lo snellimento delle procedure burocratiche interne e ridurre gli adempimenti burocratici.

Inoltre, mi impegnerò nel perseguimento della attenzione alla persona, della conciliazione dei tempi vita-lavoro, della cultura di non discriminazione e della parità di genere. Mi adopererò per la rimozione degli ostacoli che impediscono la piena realizzazione di ciascuno nel proprio ambiente lavorativo. In linea con questa visione, mi impegnerò a sostenere le attività volte a creare momenti di aggregazione nel dopo-studio e dopo-lavoro.

L’Università che ho in mente deve essere all’avanguardia nelle politiche di benessere.

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